{"id":1,"date":"2020-05-16T00:51:00","date_gmt":"2020-05-15T22:51:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cesarebreveglieri.it\/?p=1"},"modified":"2020-06-19T23:23:04","modified_gmt":"2020-06-19T21:23:04","slug":"ciao-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cesarebreveglieri.it\/?p=1","title":{"rendered":"Biografia"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-242 size-medium\" src=\"https:\/\/www.cesarebreveglieri.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Breveglieri-169x300.jpg\" alt=\"\" width=\"169\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cesarebreveglieri.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Breveglieri-169x300.jpg 169w, https:\/\/www.cesarebreveglieri.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Breveglieri-34x60.jpg 34w, https:\/\/www.cesarebreveglieri.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Breveglieri.jpg 541w\" sizes=\"auto, (max-width: 169px) 100vw, 169px\" \/>Cesare Breveglieri nacque a Milano il 12 marzo 1902 da genitori ferraresi. Frequent\u00f2 le magistrali e contemporaneamente la scuola serale per artefici all&#8217;Accademia di Brera. Pass\u00f2 attraverso esperienze diverse: maestro, impiegato, commesso viaggiatore, ma seppe mantenere viva la propria vocazione artistica finch\u00e8 nel 1928, abbandonate queste attivit\u00e0, si dedic\u00f2 completamente alla pittura. Il suo primo contatto con la critica milanese fu positivo e avvenne in occasione di una mostra sindacale al Palazzo della Permanente nel 1929, dove espose il quadro &#8220;Le Ballerine&#8221;. Nel 1930 vinse il Pensionato Sarfatti, della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde con il quadro &#8220;<a href=\"https:\/\/www.cesarebreveglieri.it\/NEW\/mater.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Maternit\u00e0<\/a>&#8221; che gli consent\u00ec di recarsi a studiare prima a Roma e a Firenze e poi a Parigi, dove rimase per un lungo periodo, affascinato dalla realt\u00e0 pittorica l\u00e0 esistente. Am\u00f2 Picasso, Matisse, ma particolarmente lo attrassero Utrillo e Rousseau, perch\u00e8 pi\u00f9 vicini al suo mondo poetico. Essi gli insegnarono a capire il fascino del quotidiano, di quello che avviene sotto gli occhi ogni giorno e a penetrarlo senza lasciarsi prendere dall&#8217;apparenza. Rientrato in Italia lavor\u00f2 attivamente e partecip\u00f2 alla vita culturale di quel periodo a Milano, qui fu legato da rapporti di amicizia con diversi pittori tra i quali <a href=\"https:\/\/www.cesarebreveglieri.it\/NEW\/carra.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">CARLO CARRA&#8217;<\/a>, al quale fece un ritratto, Gianfilippo Usellini, Francesco Speranza, Gino Meloni, Donato Frisia, Filippo De Pisis, del quale amava la spontaneit\u00e0 e felicit\u00e0 dell&#8217;operare cos\u00ec in contrasto con il suo metodo di lavoro, interessante \u00e8 la corrispondenza intrattenuta con Guglielmo Usellini, tra i fondatori dell&#8217;ARCA (rivista culturale). Il pittore Felice Carena, docente all&#8217;Accademia di Belle Arti a Firenze gli chiese una sua opera da esporre tra quelle degli artisti pi\u00f9 significativi di quel periodo. Nel 1933 ader\u00ec al programma di affreschi che dovevano decorare la Galleria della &#8220;Strada&#8221; al primo piano del Palazzo dell&#8217;Arte, il tema da lui affrontato fu &#8220;Olimpiadi&#8221; (Lettera della Triennale). Venne chiamato a far parte della Commissione giudicatrice dei saggi eseguiti nella scuola superiore degli artefici all&#8217;Accademia di Brera a partire dal 1936 al 1939. Insegn\u00f2 presso la Societ\u00e0 Umanitaria dal 1935 al 1937. Nel 1938 tenne la sua prima personale alla Galleria del Milione, questa mostra suscit\u00f2 grande interesse presso critici e amatori e collezionisti d&#8217;arte. Nel 1940 nel pieno del suo lavoro di artista fu richiamato sotto le armi. Da questa amara esperienza \u00e8 nato il quadro &#8220;Rancio della Territoriale&#8221;, che in buona fede mand\u00f2 a Roma ad una mostra che avrebbe dovuto celebrare l&#8217;esercito italiano. In mezzo a tante opere solenni, i patetici soldatini parvero un&#8217;irriverente denuncia, e il quadro fu respinto. Se ne accorse il poeta Leonardo Sinisgalli: &#8220;Tu sei un pittore!&#8221;; disse all&#8217;artista ancora tutto mortificato dall&#8217;insuccesso. Congedato nel 1942 raggiunse la famiglia sfollata a Robbiate. (&#8220;Il ponte di Paderno&#8221;, il disegno &#8220;Giardino in Brianza&#8221; e &#8220;Brianza&#8221;). Qui visse tre anni sereni, qui dipinse: la verde campagna, i contadini, i campi di granoturco, le piccole chiese, il ponte di Paderno; con lo stesso amore minuzioso con cui a Milano, aveva saputo cogliere l&#8217;atmosfera e i personaggi del teatro Gerolamo e di San Siro o in riviera, la gente che passeggia sul lungomare affiancato di palme. (&#8220;L&#8217;Utrillo italiano &#8211; Liana Bortolon &#8211; GRAZIA n.1395 &#8211; anno 1967). Nel 1946 collabor\u00f2 con la rivista di cultura e di attualit\u00e0 &#8220;LA LETTURA&#8221; del Corriere della Sera commentando con disegni umoristici fatti e avvenimenti del tempo. Tenne la sua ultima personale nel 1946 alla Galleria del Camino in via Sant&#8217;Andrea a Milano. Mor\u00ec nel 1948 nella piena maturit\u00e0 artistica, alla vigilia di una profonda svolta nella sua pittura, come confidava all&#8217;amico di sempre Giovanni Fumagalli durante la malattia.<\/p>\n<p><em>Breveglieri, riposa al Mausoleo Garbin di Milano<\/em><\/p>\n<p>La Giunta Comunale, con delibera dell&#8217; 11 settembre 2015, ha disposto le spoglie del pittore siano tumulate presso il Cimitero Monumentale nel Mausoleo Garbin dedicato agli artisti milanesi illustri.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.cesarebreveglieri.it\/NEW\/MilanoToday.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">ARTICOLO COMPLETO DEL SITO MilanoToday<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cesare Breveglieri nacque a Milano il 12 marzo 1902 da genitori ferraresi. Frequent\u00f2 le magistrali e contemporaneamente la scuola serale per artefici all&#8217;Accademia di Brera. 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